Addio Capitano
  
 

Il 15 agosto Capitan Carlo ha preso il vento e se n'è andato per sempre.

Cavalcavento è rimasto in porto quest'anno perchè il suo skipper stava affrontando la peggiore delle tempeste, un tumore devastante, lottando come sempre, da Capitano coraggioso di prua incontro alle onde. Non ha mai smesso di lottare e di sperare: dal brutto giorno in cui ha saputo di essere malato, al giorno in cui nella propria casa, nella quiete dell'alba e accanto ai suoi cari, è partito verso oceani sconosciuti.

Ci siamo sentiti di scrivere tutto questo solo adesso per rispettare il suo desiderio: solo la famiglia e gli amici più intimi conoscevano quale tempesta stesse affrontando. A tutti gli altri sperava fortemente di poter raccontare di avercela fatta, di essere guarito. Durante la più difficile navigazione della sua vita, tante persone gli, e ci, sono state vicine e desideriamo ringraziarle, anche se le parole possono risultare banali e comunque non riescono a rappresentare fino in fondo i sentimenti di profondo affetto e d'immensa gratitudine che nutriamo nei loro confronti.

Primo fra tutti Doc Ugo Cugini, Primario Anestesista dell'Ospedale di San Daniele del Friuli, nonchè amato consuocero, punto di riferimento per tutti noi, àncora a cui aggrapparsi nei peggiori momenti della tempesta, fratello a cui chiedere conforto e aiuto. Senza mai ora, giorno o impegno, lui c'era: grazie alla sua Terapia del Dolore, della quale è instancabile promotore e sostenitore, era sempre in grado di tenere a bada il mostro senza pietà che stava divorando Carlo. Ugo c'era quando lo sconforto e la paura di non farcela avevano il sopravvento e riusciva a confortarlo e rasserenarlo sempre, anche se non era facile trovare ancora parole per farlo. Ugo era con lui anche quando non era lì, a casa nostra; c'era anche quando era lontano. Lui e la sua meravigliosa famiglia ci hanno sostenuti e aiutati con semplicità di gesti e parole e con un affetto che ci scaldava il cuore e non ci faceva sentire mai soli in balia delle onde. Un particolare, riconoscente e affettuoso ringraziamento va a Doc Francesco Cugini, giovane medico figlio di Ugo, il quale, in un momento di particolare emergenza, ha dimostrato di sapersela cavare meglio di altri colleghi con molta più esperienza di lui, assistendo Carlo con competenza, dedizione e grande affetto.

Ci sono altre due persone a cui vanno i nostri ringraziamenti: la Dottoressa De Fusco ed il Dottor Nordio, Assistenti del dottor Cugini e da lui affettuosamente definiti "i miei Colonnelli". Mila e Massimo,sono stati vicini a Carlo nei suoi ultimi difficili giorni, quando lo scempio del mostro era devastante. Insieme sono stati il faro potente e visibile a grande distanza che ci ha guidato attraverso l'ultima terribile tempesta. Nei momenti di smarrimento, di disperazione, d'incertezza trovavano sempre il tempo di ascoltarci ed il modo di aiutarci. Arrivavano a casa nostra, spesso senza neppure essere chiamati, alla fine di un lunghissimo turno in Ospedale ed in procinto d'iniziarne un'altro e spesso sacrificando una giornata di meritate ferie da trascorrere assieme alla propria famiglia. Arrivavano per lenire, aiutare e confortare, spingendosi sempre oltre il loro dovere, con la gentilezza e l'umanità dei cuori sinceri. Ed è proprio come il marinaio fiducioso si lascia guidare dalla luce del faro verso acque sicure e tranquille che Capitan Carlo è stato accompagnato da questi due angeli, i quali hanno reso l'approdo al porto sicuro il più sereno e dignitoso possibile.

Continuiamo ringraziando la dottoressa Adami, Oncologo del Day Hospital dell'Ospedale di San Daniele, che ha tentato in tutti i modi di fermare l'avanzata del male e che ha infuso coraggio e speranza in Carlo. Senza usare pietose bugie, ha sempre risposto alle sue domande, anche a quelle che avevano un'unica terribile risposta, cercando e trovando le parole giuste per spronarlo a lottare e, soprattutto, facendogli ben capire che lei era accato a lui in questa battaglia. Il suo atteggiamento dolce e quasi materno, la rende una figura importantissima per tutti i pazienti, che nella loro disperazione, le si rivolgono con tanta speranza. Svolge questo non sempre facile ruolo, facendolo sembrare semplice e magari parlando il Friulano, se questo aiuta a far sentire il paziente un pò come a casa sua. 
Ringraziamo il dottor Fedele, anche lui Oncologo del Day Hospital, che è stato vicino a Carlo quando ormai la terapia era solo un modo per non fargli capire che era finita, che nulla avrebbe fermato l'avanzata del mostro senza pietà. La sua vicinanza è stata affettuosa e partecipe ed il suo conforto si è spinto anche dopo la morte di Carlo. Con grande profondità di sentimenti egli ci ha parlato dell'amore che nutre per la sua professione facendoci capire con quanta umanità abbia seguito Carlo.

Ricordiamo con intensa commozione e gratitudine le infermiere del Day Hospital, veri angeli in prima linea a diretto contatto con i pazienti e con il difficile e gravoso compito di sdrammatizzare situazioni dolorose o di estremo disagio sia fisico che psicologico, sempre consapevoli dell'importanza che il loro ruolo riveste in questo particolare reparto. Celeste, Renza, Laura, Sonia, Nadia, Angelica e coloro di cui non ricordiamo il nome, ci hanno insegnato e dato tanto. Infaticabili, discrete, sempre presenti, prodighe di umanità, di sorrisi, di gentilezze e di parole buone, sono capaci di dare a ciascuno di coloro che aiutano molto più di ciò che è nel dovere di un professionista che svolge il proprio lavoro. Per Carlo sono sempre state amiche generose e, come onde gentili, sostenevano e "cullavano" quel povero corpo cercando di lenire anche disperazione e sconforto, nascondendo dietro a parole leggere la loro dolorosa partecipazione. 
Dopo la sua morte, i loro abbracci,le loro lacrime silenziose,le parole con cui ci hanno parlato di lui, sono stati doni preziosi che custodiremo per sempre nel nostro cuore. Manterremo sempre vivo il ricordo di queste meravigliose persone, che spesso rimangono nell'ombra e che chiedono solo rispetto, lo stesso che loro riservano ai malati a cui accudiscono ogni giorno, non dimenticandosi mai che essi sono, prima di tutto, esseri umani pieni di dignità.

Ricordiamo gli amici, tanti, che non nominiamo, perché loro sanno bene di essere nei nostri cuori. Li ringraziamo per essere sempre stati accanto a Carlo, come fossero una grande isola ricca d'insenature per dare un pò di riparo al nostro Capitano. Instancabili lo hanno confortato, spronato, distratto, dandogli così la forza di lottare fino all'ultimo respiro. Gli volevano così tanto bene che "sentivano" i suoi brutti momenti, quelli in cui era solo in balia della tempesta, e telefonavano, scrivevano e-mail o venivano a trovarlo, rischiarando la nube nera di disperazione ricordando vacanze trascorse insieme nella sua amata Grecia o parlando di cose leggere, pur di dare una tregua alla sua lunga e, purtroppo inutile, battaglia.

Infine ringraziamo tutti coloro che dal 2004 ad oggi hanno trascorso le loro vacanze ospiti di Carlo su Cavalcavento: ciascuno di loro ha donato momenti di svago, di buonumore, di gioia a Capitan Carlo. Momenti che lo hanno accompagnato come ricordi da portare con se. Piccoli momenti da rivivere e raccontare, perchè nella sua mente, sino all'ultimo istante di vita, tornare a veleggiare era la meta a cui aggrapparsi per sfuggire al mostro che purtroppo infine lo ha divorato. Addio Capitano o mio Capitano, la tempesta per te è finalmente passata, è arrivato il vento fresco e allora và e buon vento Charlie. 
Grazie a tutti da Patrizia, Francesco e Michele Del Torre

 
        
           
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